mercoledì 16 luglio 2008

Coming soon...

lunedì 7 luglio 2008

LETTERA ALL'ATLETICO ARGO


Ciao Atletico,
caro, carissimo, unico Atletico, l’ironia, principio fondamentale, era già insita nel tuo nome prima ancora di vederti in fasce, prima ancora di concepirti, discendi infatti dal mitico Atletico Cuba Libre, degenerazione senior, nonché ufficiosa, dei mitici Juniores ’85, la squadra meno da basket ma più divertente che abbia solcato i parquet di gioco.
Ora, inizio luglio, affacciato ad una finestra sul sole cocente, sballottato da una festa all’altra, ripenso a te, ripenso a ciò che sei stato, e l’unica cosa a cui penso è: melanconia, spleen, tristezza, scegli ciò che preferisci.
Mi manchi, Atletico, mi manca il tuo ridere di tutto, il tuo fregartene dei punti sul tabellone, mi manca la birra post-allenamento, mi mancano i commenti di mitch sul tuo blog, mi manca l’orgoglio di essere parte di te.
Non voglio cercare un colpevole della tua scomparsa, non voglio immolare ne’ glorificare nessuno, voglio capire perché è successo, capire perchè ciò che tu rappresenti si è dissolto quand’era indissolubile.

Tu eri, o meglio saresti dovuto essere, essenzialmente 2 cose: IRONIA E CUORE.
L’IRONIA, per un verso non è mai venuta a mancare, dall’altro, quello agonistico e nella persona di alcuni(tipo me medesimo, il creatore), si è inziato a prendere la cosa un po’ troppo sul serio o troppo poco, e l’anima dell’argo s’è andata spengnendo.
Il CUORE, in certe persone non c’è mai stato, in altre non è riuscito ad esprimersi, in altre non è mai mancato. Ma è proprio la mancanza del sentimento, del sentire di dover, o meglio di voler fare dei sacrifici per la propria squadra, per il proprio gruppo, che ha affondato l’Argo. Non ci abbiamo creduto abbastanza, non siamo stati eroici, semplicemente, non sentivamo le partite, l’orgoglio, la voglia di lottare per qualcosa di nostro, questo è veramente mancato. E se non riesci a condividere qualcosa di tuo per darlo agli altri, un sacrificio, un pezzo della tua anima, allora non potrai creare nessun legame, e non potrai creare una squadra.

Quando i miei figli, i miei nipotini, mi chiederanno chi sei stato, chi era l’Atletico Argo, io risponderò loro:”Fu una cosa bella che sarebbe potuta essere fantastica, fu un insieme di amici che sarebbero potuti essere una famiglia.”